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Giovedì, 14 Maggio 2020

THE TALK: La mia scommessa

THE TALK: La mia scommessa

La nostra telefonata avviene in un giorno importante. Oggi, 4 maggio, entriamo nella seconda fase…
Sì. Anche noi, oggi, siamo ripartiti con la produzione. In questo momento, abbiamo un importante vantaggio, poiché possiamo contare sulla nostra autonomia produttiva. Siamo ancora in una situazione drammatica a livello mondiale, ma bisogna iniziare a pensare in positivo a ciò che sarà lo scenario commerciale, aziendale, imprenditoriale.

Su cosa puntate per questa ripartenza?
Da diciassette anni, Crieri investe in ricerca e sviluppo per la produzione di un mono prodotto, siamo riconosciuti per la nostra specializzazione e questo investimento ora è il nostro primo punto di forza. In un momento in cui occorre riorganizzarsi per mettere tutto in sicurezza, noi lo siamo già, grazie ai nostri brevetti che ci hanno permesso di avere spazi più ampi, rispetto a una classica azienda di produzione di oreficeria. Il secondo punto di forza è la distribuzione selettiva. Abbiamo sempre selezionato con cura i nostri partner commerciali. Distribuiamo il prodotto per 80% in location che lavorano sul territorio e per il 20% in negozi che puntano sul turismo. Allo stesso modo, l’80% dei clienti è italiano e il 20% internazionale. È un altro vantaggio per la ripartenza, poiché crediamo che le location che lavorano con una clientela turistica avranno una ripresa più lenta mentre le gioiellerie del territorio riusciranno a partire subito.

Come sono andati i mesi scorsi?
Questo lungo periodo di lockdown ci ha dato la possibilità di accelerare i tempi di un progetto online molto importante, a cui stavamo lavorando assieme ai nostri partner commerciali. Si tratta di una piattaforma e-commerce che si avvale di un nuovo sistema creato ad hoc per dare più visibilità ai nostri clienti. Il progetto, che sarà pronto a luglio, tiene sempre molto in conto il lavoro fatto sul territorio: l’acquisto di un gioiello, secondo noi, non può precludere dalla competenza del gioielliere e queste innovazioni rappresentano un nuovo metodo di fidelizzazione, soprattutto per i clienti che già conoscono il prodotto.

Quale prevede sarà la più grande sfida che il settore dovrà affrontare?
Oggi occorre guardare al futuro studiando un nuovo tipo di marketing. Chi, come noi, ha scelto a suo tempo un certo tipo di strategia commerciale dando potere al territorio, in questo momento si trova avvantaggiato. La crisi toccherà diversi settori ma ne premierà altri. Se un tempo, i posti più piccoli rischiavano di scomparire per la globalizzazione ora accadrà il contrario. Il cliente si sentirà più tranquillo a entrare in luoghi intimi. Un settore di nicchia in questo momento può essere gestito meglio.

Come pensa, invece, che si evolverà la realtà delle fiere?
La realtà delle ferie per un po’ sarà complicata, non si può pensare di ritornare allo stesso tipo di dinamica, almeno in tempi brevi. So che stanno nascendo strategie pensate ad hoc per dar vita a nuovi tipi di comunicazione, soprattutto con i buyer internazionali.

A gennaio avevate lanciato il progetto Poesia. Crede che, in questo momento, sia il progetto su cui puntare?
Poesia nasceva prima di tutto dalla nostra volontà di rinnovarci e di offrire un prodotto che fosse più adatto alla distribuzione online. Noi non abbiamo interesse ad avere una vendita diretta con il cliente finale, ma vogliamo dare maggiori possibilità ai nostri partner commerciali.
Il progetto Poesia risponde a una domanda che mancava in gioielleria, e si sposa bene con il concetto di e-commerce. La sua caratteristica più importante non è la fascia di prezzo più bassa rispetto al nostro prodotto classico. La qualità non cambia, ma lo stile è più fantasioso, colorato e leggero, in linea con le tendenze della moda. Un’offerta, insomma, che permette di indossare un gioiello in maniera più dinamica.

Possiamo dire di avere imparato qualcosa da questa emergenza?
Crieri si basa su un concetto simile a quello che oggi chiede il mercato. Essendo specializzati in un solo prodotto che è il bracciale tennis, abbiamo utilizzato il marketing in maniera tutta nostra. Per il settore, in generale, saranno molte le cose che dovranno cambiare. È un segmento con una lunga tradizione ma con un sistema lavorativo molto chiuso, bisogna guardare al futuro con sistemi moderni, brevetti, selezione della clientela, attuando operazioni di marketing meno classiche. In poche parole la gioielleria ha bisogno di innovarsi. Io sono comunque positivo. Credo che il nostro settore ne risentirà meno degli altri. In questo momento abbiamo poche possibilità di viaggiare e spostarci. Il turismo e la ristorazione dovranno completamente ristrutturarsi. Cambierà lo stile di vita, tenderemo a incontrarci in location private, e mentre ciò accadrà, un gioiello continuerà a garantire valore e a offrire gratificazione al cliente finale, questo, come dicevo, porterà risultati positivi al settore soprattutto sul territorio. Credo che la nostra sarà una ripartenza immediata. È una scommessa che vorrei vincere per tutti noi.

Intervista di Federica Frosini, Editor in Chief VO+
Intervista di Lorenza Scalisi, Senior Editor VO+
Intervista di Antonella Reina, Editor VO+

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